IL CIRCOLO GIOVANILE

 

Si può dire che il Circolo Giovanile abbia avuto inizio con l'Oratorio stesso. I giovani rimanevano un po' titubanti inizialmente a varcare la soglia del grandioso edificio, che si affacciava ai loro sguardi, soprattutto dinanzi alla scritta dell' "Istituto Salesiano Internazionale". Questo "internazionale" non solo riusciva per loro incomprensibile, ma creava come un "impedimento" , abituati come erano ai prati e alle povere sale della parrocchia del Lingotto di via Passo Buole. Ci volle tutta la forza persuasiva dei sacerdoti, fratelli Artusio, a far vincere la ritrosia. Superata questa, trovarono delle sale accoglienti. Si accorsero di essere circondati da facce non troppo straniere e incominciarono a frequentare. Si stabiliva così quella corrente di reciproca simpatia e amicizia, che diverrà il fattore primo per legare e creare l'unione. Rimarrà questa la caratteristica degli anni seguenti, conservata e alimentata dal sacrificio e dalla donazione di sè ai giovani da parte dell'assistente. 

Le tristi vicende della guerra e dei bombardamenti subite dall'Oratorio seguiranno anche la storia del Circolo. Nel 1945 don Romolo Artusio, primo assistente, lascerà l'Oratorio "E. Agnelli" , perchè destinato a quello della Crocetta, ma nei giovani del Circolo rimarranno inconfondibili le caratteristiche di entusiasmo, di attaccamento create e dalle circostanze e dagli uomini. 

 

Cosi ben avviati, i giovani erano sempre numerosi alle varie manifestazioni.

Nel 1948 il nuovo assistente, don Pietro Marchisio, data la infiltrazione di elementi poco rassicuranti e disturbanti il buon andamento delle cose, dovette venire ad una ferma e risoluta determinazione: eliminarne alcuni. Una cosi energica azione fu veramente provvidenziale e i giovani bene intenzionati cominciarono a respirare.

Le sale divennero più confortevoli. Si ristabiliva la cordialità dei soci e le iniziative di bene si moltiplicarono. 

Conferenza San Vincenzo, Campeggi , Ritiri, Esercizi Spirituali , Circoli di discussione trovano finalmente il loro favorevole e naturale ambiente. Ritornerà ancora Don Artusio per qualche anno e saranno, con il ricordo e le nuove realizzazione, ripetuti gli anni d'oro della vita del Circolo. 
Una crisi seguirà negli anni successivi, determinata dalla diminuzione dei partecipanti; però motivata.
 La maggior parte dei primi soci è alla vigilia del matrimonio; quindi con impegni gravi che non sempre possono permettere loro di essere presenti, dagli Aspiranti non arrivano in molti, e le file si assottiffliano. 
Sembrava che tanto lavoro andasse tutto perso quando a dare una svolta nuova concorreva un fatto nuovo. 

Arrivavano a popolare le nuove case, fatte costruire dalla Fiat per i suoi dipendenti, 450 famiglie. 
Da queste si riusciva a reperire qualche giovane già ben avviato, proveniente da altri circoli. 

Con l'inserimento di questi la vita del Circolo riprende e i nuovi assistenti che si avvicendarono in questi anni, sentirono la necessità di introdurre esperienze nuove. 

Il giovane è maturato maggiormente perchè più dedito agli studi e più a contatto con un mondo più evoluto, pretendeva qualche cosa di più. Erano necessari incontri più efficaci sul piano religioso e sul piano socio-culturale.
 Per questo le sale venivano ridimensionate con altri criteri. Si allestiva una sala di lettura con libri di profonda formazione spirituale e di attualità. 

Non doveva mancare una sala di audizione. Seguendo questi nuovi criteri, la vita del Circolo prendeva un altro aspetto.

Le stesse iniziative turistiche sportive assumevano un tono diverso. I campeggi non sono più solo un passatempo, ma un vero incontro di amicizia fatta di comunicazione , esperienze. Veri cenacoli di spiritualità si vanno costituendo. La stessa testimonianza caritativa allarga le sue vedute e prende un aspetto più vasto e veramente cristiano. Non ci si limita più  alla Conferenza di San Vincenzo ma si guarda più lontano. Appare il Terzo Mondo tanto bisognoso di attenzione e di aiuto. 

I giovani sentono quesi nuove istanze e si aprono più vasti e profondi orizzonti.

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