Organo “Carlo II Vegezzi Bossi”

 

della Chiesa di San Giovanni Bosco in Torino

Introduzione:

L’organo a canne è uno strumento musicale che fin dai tempi antichi ha ornato le nostre chiese costituendo non solo un potente mezzo di preghiera e di elevazione spirituale ma anche il perfetto trait d’union tra l’umano e il trascendente. Infatti nessun’altra espressione artistica riesce ad emozionare e commuovere l’animo umano come sa fare la musica e, se uniamo a questa singolare potenzialità tutta la forza sonoro-espressiva tipica dello strumento organistico, otteniamo qualcosa che oltrepassa sicuramente i limiti imposti dalla natura umana.

L’organo, infatti, esprime chiaramente gli ideali di “dolcezza” e “grido” lasciando trasparire l’uomo nelle sue tensioni e nelle sue ricerche. Ma soprattutto con i suoi numerosi registri indica il molteplice che diventa unità. Durante lo svolgimento delle celebrazioni liturgiche diventa l’interprete dei sentimenti comuni e attraverso le sue armonie riesce a lasciar penetrare più facilmente nell’animo umano la sacralità dei riti divini. 

Presentazione:

L’installazione dell’organo “Carlo II Vegezzi Bossi” in San Giovanni Bosco nasce dalla volontà di dotare la chiesa dedicata al Santo dei giovani, amante della musica e musicista in prima persona, di uno strumento degno della finalità per cui è stato concepito e utilizzato nei secoli: conferire maggiore splendore e particolare solennità ai sacri riti a lode e gloria di Dio. Pertanto siamo lieti di inaugurare il restauro di questo strumento nel 2012, Anno della Fede e cinquantacinquesimo anniversario di istituzione della parrocchia.

 

Descrizione:                                                                                                                        

L’organo è opera della Ditta “Carlo II Vegezzi Bossi di Centallo”, che lo costruì nel 1962. Inizialmente collocato presso la cappella dell’Istituto “Arti e mestieri” dei Fratelli delle Scuole Cristiane, è stato trasferito nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bosco tra gli anni 2011 e 2012 grazie all’impegno e alla maestria della Bottega Organara di Roberto Curletto di Vinovo (TO) con la collaborazione degli organisti Stefano Marino, Andrea Penna e Marco Di Gennaro.

E’ ubicato in cantoria in controfacciata, sopra l’ingresso principale, privo di una vera e propria cassa, dotato del solo basamento in stile ceciliano.

Il prospetto è formato da 75 canne in zinco verniciato, suddivise in 5 campate a cuspide “arrotondata” di 13+13+23+13+13 canne ciascuna con profilo piatto, bocche allineate, labbro superiore a mitria riportata e alette ai lati delle bocche.

La consolle è realizzata in mobile indipendente, collocata in posizione centrale e rivolta verso l’organo. E’ dotata di due tastiere di 61 tasti (in materiale plastico) con prima ottava cromatica ed estensione Do1/Do61.

Sotto la prima tastiera trovano posto 8 pistoncini a pressione che inseriscono rispettivamente:

Fissatore/ I-P/ 4 combinazioni aggiustabili I man./ A/ Annullatore.

Sotto la seconda tastiera trovano posto 9 pistoncini a pressione che inseriscono rispettivamente:

II-P/ Ann./ P/ MF/ F/ FF/ Ann./ Pedale Automatico/ Ann.

La pedaliera è concavo-radiale, dotata di 32 pedali con estensione Do1/Sol32 reale.

Sopra la pedaliera sono sistemati 10 pedaletti che azionano rispettivamente: Unione I-P/ Unione II-P/ Unione II-I/ Annullatore/ 4 combinazioni aggiustabili/ Ripieno I/ Tutti.

Due staffe per l’azionamento del Graduatore e dell’espressione del II manuale.

L'azionamento dei registri avviene tramite placchette a bilico (dotate di dispositivo monta e smonta), disposte in unica fila orizzontale sopra le tastiere.

 

Disposizione fonica

 

I manuale (Grand’Organo)                                          II manuale (Positivo-Espressivo):

 

RIPIENO 4 file                                                           BORDONE 8

VIGESIMASECONDA                                             VIOLA GAMBA 8

DECIMANONA                                                        VIOLA CELESTE 8

DECIMAQUINTA                                                    FLAUTO 4

OTTAVA 4                                                                NAZARDO 2,2/3

UNDA MARIS 8                                                       FLAUTINO 2

FLAUTO 8                                                                 TERZA 1,3/5

DULCIANA 8                                                            OBOE 8

PRINCIPALE 8                                                       CAMPANE

 

Pedale:

 

SUBBASSO 16

OTTAVA 8

CELLO8

CAMPANE

 

Unioni e accoppiamenti:

 

II 8 I                                                    II 16 II

I 4 I                                                     I 8 Ped.

I 16 I                                                   II 8 Ped.

II 4 I                                                    I 4 Ped.

II 16 I                                                  II 4 Ped.

II 4 II                                                   Tremolo

 

Traspositore -4/0/+4

Manticeria:

E’ composta da un unico mantice a “lanterna” di medie dimensioni collocato nel basamento e alimentato da un elettroventilatore della ditta Fassino di Torino (0,7 Hp, 12 m³ e 120 mm/H²O).

Somieri:

i somieri delle tastiere sono elettro-pneumatici con membrane, collocati uno a fianco dell’altro sullo stesso piano; quello di basseria si trova nel basamento a livello del pavimento ed è elettro-pneumatico con manticetti a scarica per le note più gravi, mentre per quelle più acute è con elettrovalvole a tampone. Sono così suddivisi:

 

            - 1 per il Grand’Organo;

            - 1 per il Positivo-Espressivo;

            - 1 per la basseria;

            - 2 per le canne di facciata.

 

Crivelli:

In legno, posizionati al di sotto delle bocche delle canne. 

Trasmissione:

Di tipo elettrica con centralini dotati di contatti a pettine.

Ringraziamenti:

Sarebbe impossibile ringraziare tutti coloro che si sono impegnati contribuendo in vario modo alla realizzazione di quest’opera. Li affidiamo alla riconoscenza Divina ricordando le parole del nostro Santo protettore il quale era solito riservare al Signore il compito di “benedire e ricompensare tutti i nostri benefattori”.

A cura di Marco Di Gennaro (organista) e Roberto Curletto (organaro)

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